La disintegrazione dell’autenticità: come l’euforia si è persa

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Quando ha debuttato per la prima volta Euphoria su HBO, è arrivato con una promessa provocatoria. Il creatore Sam Levinson ha avvertito i genitori che lo spettacolo sarebbe stato “fottutamente fuori di testa” dal suo contenuto grafico, ma ha anche suggerito che avrebbe offerto una finestra rara e non filtrata sulle realtà più oscure e complesse della vita della Gen Z.

Per un certo periodo, lo spettacolo è sembrato mantenere quella promessa affrontando temi pesanti: l’isolamento dell’identità trans, il ciclo degli abusi domestici e le pressioni schiaccianti dell’immagine corporea e della sessualità. Tuttavia, man mano che la serie avanzava verso la sua terza stagione, il divario tra “narrazione autentica” e “valore shock” si è ampliato fino a diventare un abisso.

Dall’empatia allo sfruttamento

Nelle sue fasi iniziali, Euphoria ha tentato di radicare la sua intensa drammaticità nelle lotte del mondo reale. Levinson ha utilizzato la propria storia con dipendenza per plasmare il personaggio di Rue e lo spettacolo ha toccato questioni sistemiche come il cyberbullismo e le sparatorie nelle scuole. L’obiettivo, secondo Levinson, era promuovere l’empatia per le difficoltà che i giovani devono affrontare.

Tuttavia, critici e spettatori hanno notato sempre più una disconnessione tra il cast diversificato dello spettacolo e la sua prospettiva centrale. Essendo un uomo bianco etero che scrive un cast composto da donne nere, latine e transgender, Levinson ha dovuto affrontare una reazione significativa per la sua gestione di queste identità. Piuttosto che fornire rappresentazioni sfumate, la serie è stata spesso accusata di vedere questi personaggi attraverso uno sguardo maschile adulto e voyeuristico.

Questo cambiamento ha trasformato la rappresentazione dello show dell’azione femminile in qualcosa di molto più oscuro. Invece di esplorare l’empowerment o la lotta, la narrazione si è sempre più incentrata sul degrado:
Sessualità come umiliazione: Invece di esplorare l’intimità, lo spettacolo spesso inquadra gli incontri sessuali come momenti di degrado.
L’estetica “pornograficamente triste”: I critici hanno notato che lo show dà priorità allo spettacolo visivo e allo shock rispetto alle conseguenze emotive delle azioni dei suoi personaggi.

Stagione 3: Un allontanamento dalla realtà

Con la première della terza stagione, la serie sembra aver abbandonato il tentativo di riflettere interamente le esperienze vissute dagli adolescenti. I personaggi sono passati da individui complessi ad archetipi di sfruttamento:

  • Rue si è trasformata da tossicodipendente in difficoltà a corriere della droga.
  • Cassie è passata da vittima dello stigma sociale ad aspirante creatore di OnlyFans.
  • Jules ha scambiato la scuola d’arte con la vita di una “sugar baby”.
  • Maddy è stata relegata da sopravvissuta agli abusi a personaggio secondario periferico.

Anche il cast di supporto dello show si è fratturato; Kat, un personaggio pensato per rappresentare la positività del corpo, è stato scritto dopo la partenza dell’attrice Barbie Ferreira, il che ha evidenziato la mancanza di profondità del personaggio sotto la direzione di Levinson.

Provocazione senza scopo

Lo stato attuale di Euforia riflette una tendenza osservata in altri lavori recenti di Levinson, come The Idol : provocazione fine a se stessa.

La serie ora fa molto affidamento su immagini viscerali, spesso grottesche, che vanno dal contrabbando di droga che coinvolge sostanze pericolose a contenuti dei social media altamente stilizzati e degradanti. Sebbene ci siano ancora sprazzi di commenti significativi sull’inevitabilità della dipendenza e sulla corruzione dei sistemi moderni, queste intuizioni sono spesso soffocate dall’ossessione dello show per l’estremo.

Dando priorità al valore shock rispetto alla crescita del personaggio, Euphoria ha smesso di essere uno specchio per la Gen Z ed è invece diventato uno spettacolo del loro sfruttamento.

Conclusione
Euphoria è passato da un controverso tentativo di autenticità adolescenziale a una serie definita dal voyeurismo e dallo shock. Inseguendo l’estremo, ha perso proprio l’empatia e l’intuizione che un tempo lo rendevano un fenomeno culturale.